sabato 1 aprile 2017

Un maglioncino giallo

 

La vide appena uscito dal negozio di casalinghi: una donna sui quarant’anni, che ritornò sui suoi passi, come smarrita, e poi si voltò di nuovo e riprese la strada. Impossibile non notarla: indossava un giubbino primaverile color ciliegia e teneva in mano un maglioncino di cotone giallo paglierino. Il commissario Krüger si incamminò con il suo sacchetto nel quale era incartata e infiocchettata una caffettiera italiana da regalare alla sua compagna. Il tempo si stava mettendo al bello e un pallido sole era uscito a lucidare le strade dopo la pioggia. La donna camminava davanti a lui con passo sostenuto, una decina di metri avanti. Lui non aveva fretta di ritornare alla sua scrivania, ai suoi casi, voleva godersi la primavera ora. Eppure quella donna lo aveva colpito per qualche motivo, non arrivava a dire che lo insospettiva, ma lo interessava: il suo intuito poliziesco aveva colto qualcosa, un’indicazione del suo istinto certo, ma poteva anche non essere nulla.

Cento metri avanti la strada sboccava in un quadrivio. La donna con il giubbino rosso ciliegia svoltò a sinistra, verso la stazione, sempre reggendo in mano il maglioncino giallo. Krüger doveva proseguire dritto, verso il commissariato, ma volle comunque guardare dove la donna si dirigeva. Fu con sorpresa che non la vide nel lungo viale della stazione. Non c’erano palazzi dove sarebbe potuta entrare in quel primo tratto né giardini: una lunga e alta muraglia a destra, le mura di un’antica fabbrica a sinistra. Eppure la donna non c’era. Così il commissario tornò in ufficio con quell’assillo. Cominciò a esaminare i documenti sui quali stava lavorando, tabulati telefonici che non gli resero più facile il compito di dimenticare: i numeri ballavano davanti ai suoi occhi, non riusciva a concentrarsi. Chiamò Zogg, il tecnico informatico e gli chiese di cercargli  le immagini delle ultime due ore delle telecamere di sicurezza poste sul quadrivio. Mezzora dopo Zogg arrivò con una chiavetta USB, Krüger la infilò nel computer e cominciò a visionare le immagini: si fermò quando si vide da lontano uscire dal negozio di casalinghi. Ma la donna non c’era! Non c’era in nessuna delle immagini che visionò, in nessuna delle angolazioni. 

«Sto impazzendo» fu il suo primo pensiero. Poi, un lampo di genio gli attraversò la mente: gli venne l’idea di cercare su Google qualche stranezza accaduta nella via. Non sapeva neppure lui cosa cercare, poi all’improvviso vide il volto della donna che aveva scorto uscendo dal negozio dei casalinghi e gli si rizzarono i capelli: era la vittima di un tragico incidente stradale. Nel 1994 il furgone di una ditta di trasporti aveva travolto e ucciso una mamma con il suo bambino proprio davanti al negozio. C’era anche una fotografia dei soccorsi: abbandonato sullo spartitraffico come un osceno fiore c’era un maglioncino giallo da bambino...

 

Donna

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