sabato 27 agosto 2016

Automat

da Edward Hopper

 

I.

Non verrà.
No, non verrà.
Chiaro che non verrà.

L’ho trattato troppo male. Gli ho fatto troppo male. Sono una stronza, ha ragione Mary Jo. Sono un’emerita stronza. Gli ho spezzato il cuore, come posso credere ancora che gli importi qualcosa di me? Come posso? Lui è un fiore di campo e io gli ho strappato tutti i petali. Ma perché mi comporto così? E poi che idea balzana dargli appuntamento a un Automat… Che poi sei stronza davvero perché ti sei vestita tutta a puntino e se poi lui non verrà, sei già pronta per andare al Forrest Theatre e magari saresti capace anche di farti rimorchiare…

Non verrà
No, non verrà.
Chiaro che non…

 

II.

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22 febbraio 1927

Donna assassinata in un Automat

Un orribile delitto è avvenuto nella caffetteria Automat di Horn & Hardart’s tra la 57a Strada e la Sesta Avenue: la signorina Mallory Smith, 27 anni, dattilografa nello studio Kelsey e Van Owen, è stata trovata priva di vita, colpita da una serie di coltellate inferte al petto. Secondo fonti di polizia del 6° Distretto, l’omicida ha bevuto un caffè con la donna prima di assassinarla con estrema violenza. Il detective che indaga sul caso, Taylor McKenna, ha rivelato di non disperare di risolvere in breve il caso grazie all’impronta di una scarpa da uomo insanguinata. Gli inquirenti stanno indagando anche nella cerchia di amicizie della vittima valutando il delitto come probabilmente passionale, vista la violenza dei colpi.

 

EDWARD HOPPER; “AUTOMAT”, 1927
DES MOINES, DES MOINES ART CENTER

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