sabato 12 dicembre 2015

Incontro in Via Legnano

 
Adesso che l’autunno ha acceso i suoi colori e fa del parco una tavolozza, le luci dei lampioni si riflettono gialle sul cellofan lasciato dalla pioggia – i riflessi si stemperano e sembra di camminare sopra un fiume infuocato. Anche Alessandra ne è affascinata: la vedo guardare quel caleidoscopio sparso sul viale, ammirarne la bellezza. Ha sempre avuto voglia di lasciare questa città, di volare a Parigi, a Londra, di vivere altrove, in un luogo che possa soddisfare la sua anima. Ma è un desiderio che continua a tenere in una tasca, come la fotografia di un sogno, come si tiene nel portafogli il ricordo di un amore lontano.

Lo so quello che prova, l’ho sentito anch’io a lungo prima che quell’ansia, quella sete si estinguesse. Succede: un giorno si prende l’infinito, lo si valuta e viene le tentazione di accontentarsi del finito, di una sua piccola parte. Si considerano le incognite e le si pesa, si calcola se sapremo suturare le ferite che ci procureremo, se potremo resistere alle paure. Alla fine decisi di continuare a coltivare il mio sogno, capii che in qualche modo quello era la molla che poteva spingermi più avanti.

La guardo: il rimmel che ha messo sulle ciglia le dà uno sguardo profondo, sembra che in quei riflessi sull’asfalto veda comporsi in un puzzle il suo futuro. Si accorge che la sto osservando, mi guarda sorridendo con quel suo sorriso timido, poi distoglie gli occhi e mi dice che ha deciso di restare, di prendere finalmente in mano la sua vita. Adesso, con questa decisione, può finalmente mettere ordine nella sua mente: ha uno scopo fissato, non è più vano il suo vagare.

Le sorrido. Metto una mano sopra la sua appoggiata alla balaustra e quel gesto vale le parole che le dico: «Alessandra, sappi che sono con te. Qualunque cosa ti serve, anche solo la spalla di un amico, sai dove trovarmi».

Ce ne andiamo attraversando il Parco Sempione verso il Castello, e Milano è bellissima nella sera che cade come un velo sui suoi palazzi.




LEONID AFREMOV, “SUNNY OCTOBER”

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