sabato 11 luglio 2015

Se mi lasci non vale

 

Tanto tempo fa. L’estate del 1976. Anguria, cornetti Algida, compiti delle vacanze. Ero nei tre mesi di passaggio dalla prima alla seconda media. Un pomeriggio di domenica, caldo il giusto ma non afoso - non ho memoria di colossali ondate di calore prima del 1983, il luglio dell’esame di maturità, ma forse al ragazzino che ero l’afa passava addosso come i cambiamenti ormonali.

Avevamo appena finito di giocare a calcio in cortile, sullo spiazzo sterrato dove un albero di ligustro e un vecchio annaffiatoio di metallo da un lato e un paletto della rete zincata e un palo portante della casa dall’altro facevano da porte. Io, tre miei cugini, due zii sulla quarantina. Andammo in veranda per bere qualcosa e trovammo tre donne che cantavano a squarciagola “Se mi lasci non vale” di Julio Iglesias, che passava alla radio: mia mamma stava stirando, sua zia C. tagliava e cuciva con il metro da sarta ripiegato sul collo, la cugina D. seduta le osservava. E cantavano, cantavano... “La valigia sul letto è quella di un lungo viaggio e tu senza dir niente hai trovato il coraggio...”

Julio, il bel Julio che cantava con un riconoscibile accento spagnolo - diceva “balligia”, aveva difficoltà a pronunciare “lasci” - Julio che era stato portiere della seconda squadra del Real Madrid ma che ora cantava e mieteva successi in Italia e cuori di donne che vedevano incarnato in lui un sopito sogno erotico. “Ti piace Julio Iglesias?” avevo chiesto a mia mamma, che allora aveva quarant’anni. “Perché?”. Disse che le piaceva come cantava, ma sotto sotto capii che le piaceva anche perché era un bell’uomo, così come più avanti avrebbe apprezzato Richard Gere.

Così tre donne, due sui quaranta e una di quasi sessanta, cantavano “Se mi lasci non vale” un pomeriggio di domenica dell’estate del 1976, come se inseguissero un sogno, o meglio un’illusione sospesa nell’aria. Una quarta donna, mia nonna, seduta su una panchina le guardava divertita - forse apparteneva a un’altra età, forse la sua innata ritrosa eleganza le impediva di scomporsi.

L’altro giorno, passando nella stretta via che taglia in due il centro storico del mio piccolo paese, ho sentito uscire da una finestra aperta quella canzone, probabilmente era Radio Italia Anni '60,  “Dentro quella valigia tutto il nostro passato no, non ci può stare...” mi sono fermato a riassaporare il ricordo che è esploso improvviso, che mi ha colpito come un pugno allo stomaco riavvolgendo il nastro del tempo fino all’estate del 1976. E sono rimasto lì a pensare che non c’è più nessuna di quelle quattro donne, che troppo tempo è trascorso, che Julio Iglesias appartiene a un’epoca lontana. Sono venuto via con il cuore gonfio di una nostalgia dolce e triste insieme, conscio che il tempo va in una sola direzione e che, come diceva Chateaubriand, “tutti i nostri giorni sono degli addii”.

 

Se-Mi-Lasci-Non-Vale

4 commenti:

Francesco Casuscelli ha detto...

Caro Daniele, leggendo questo tuo racconto, rivivo lo stesso periodo e sento l'eco di quell'estate, della giostra del paese, della campagna e dei miei sogni svaniti nella polvere del tempo.
Al di là dei ricordi e dei viaggi a ritroso nel tempo, è piacevole sentire/leggere frammenti di vita, raccontati con stile.
Cari saluti
Francesco

DR ha detto...

Be', abbiamo un'eta simile e i nostri ricordi sono simili. Ogni tanto mi capita di ritrovare queste memorie sopite e le scrivo per non perderle nuovamente nei misteriosi meandri della mente.

Ti ringrazio e ti saluto caramente

Daniele

oriano mambelli ha detto...

lo ricordo anch'io molto bene. Una zia che lo chiamava Iulio e che asseriva che le piaceva tanto. Piaceva anche a me. E a mia madre, anche a lei che è mancata esattamente 4 anni fa' e il uo post mi porta un ricordo di lei che forse avevo dimenticato. Grazie

DR ha detto...

Chiaro, anche loro lo chiamavano Iulio. Questi piccoli ricordi legati a musiche, a oggetti, a memorie di quel tempo particolare, sembrano insignificanti eppure racchiudono un denso sapore di nostalgia che alla fine lascia il suo gusto dolce.