sabato 1 novembre 2014

Evghenij Lushpin

 

Mi sono innamorato dei dipinti di Evghenij Lushpin, trovati per caso cercando altro – la famosa serendipità (cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino, diceva scherzosamente ma non troppo Julius H. Comroe).

Cos’è che mi attrae tanto nelle opere di questo artista russo nato a Mosca nel 1966? Ci ho pensato un po’, ma la risposta era evidente: l’atmosfera serale, piovosa, crepuscolare, la malinconia di una giornata che finisce – e magari domani è lunedì – la dolce tristezza. Sì, ma non solo: alla fine ho deciso che il vero motivo per cui mi piacciono è perché desidero ardentemente essere dentro quei dipinti così realistici: insomma, è il fatto di entrare emozionalmente nel dipinto – l’arte in fondo non è questo? Non è questo la poesia? Fare propri i versi di un altro essere umano, infilare i propri sentimenti nei panni altrui e qualche volta – quando la poesia è davvero grande – scoprire che calzano davvero a pennello.

E allora sono uno dei due innamorati su un ponte che si sussurrano parole sotto un solo ombrello, sono un avventore al bar che sorseggia una birra e intanto conversa amabilmente del più e del meno, sono l’anonimo osservatore che da una di quelle finestre caldamente illuminate guarda la meraviglia della sera caduta improvvisa a recidere il giorno.

 

2013

EVGHENIJ LUSHPIN, “RAINY EVENING”

3 commenti:

Concetta Tigano ha detto...

Tutto vero....

DR ha detto...

Grazie, Concetta! Ciao

Filo ha detto...

Condivido la bellezza di questa atmosfera. Grazie.