sabato 21 dicembre 2013

I pastori

 

Il bivacco era presso un anfratto della roccia, il fuoco scaldava anche la pietra. Era piacevole restare lì addossati, sentire quel calore che penetrava le ossa. Zeev guardava da lassù le pecore e si sorprendeva ad osservare le faville che salivano arancioni verso il cielo, ad incrociare quella stella bianca e luminosa con la scia che da giorni splendeva. Più  in basso c’era Reouven: l’aveva sentito muoversi qualche minuto prima per andare a recuperare un agnello che si era allontanato pericolosamente dalla madre. Hadas stava suonando nel flauto una melodia malinconica. Certamente pensava alla sua promessa Saffira e si intristiva per la lontananza.

Zeev era immerso in questo pensiero, gli sembrava che le faville del falò danzassero in qualche modo seguendo la musica di Hadas, quando un bagliore lo accecò all’improvviso e lo riempì di spavento. Sembrava fosse già sorto il giorno da molte ore e invece non era che piena notte. Si portò la mano destra alla fronte, a mo’ di visiera, e riuscì a scorgere la fonte di tale luce innaturale: stentava a credere ai suoi occhi, li sfregò anche, ma era tutto vero. C’era un angelo, con vesti sfolgoranti e le ali candide. Un messaggero del Signore. Zeev si fece più vicino, come attratto da quella luce. E si trovò con Reouven e Hadas. C’erano anche i fratelli Gavriel e Yacoov ed Eleazar, che pascolavano anch’essi nel prato più a valle ed erano saliti a vedere.

«Non abbiate paura» disse l’angelo e Zeev pensò che quella fosse la voce più deliziosa e soave che avesse mai udito nei suoi quindici anni di vita. «Vi annuncio una grande gioia» riprese l’angelo ,«oggi è nato nella città di Davide un salvatore, che è Cristo Signore. Troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». Non aveva ancora finito di parlare che il cielo si riempì di altre figure: angeli, spiriti, Zeev non sapeva bene. Era completamente frastornata dall’apparizione, che intanto aveva cominciato a lodare Dio e a cantare la sua gloria. «Pace in terra agli uomini di buona volontà» e a Zeev sembrava una cosa bella, una cosa buona e giusta che tutti vivessero in pace, che l’amore trionfasse nel mondo. Quante volte aveva fantasticato su un mondo così nelle lunghe notte di veglia al gregge, nei pomeriggi quando rimaneva sdraiato nei campi a farsi solleticare il viso dai papaveri mossi dal vento.

Gli angeli se ne andarono, tornò il buio e quella stella lunga sembrava più vivida adesso, nel cielo così scuro. «Andiamo! Andiamo a Betlemme!» disse Eleazar, che era il più anziano tra i pastori, «non abbiate paura, andiamo a vedere il bambino di cui ha detto l’angelo.» Scesero in fretta dalla collina e giunsero a una stalla di fortuna ricavata da un anfratto nella roccia. Vi avevano trovato riparo tante volte. Adesso c’era un bambino avvolto in fasce, nella mangiatoia piena di paglia. Fuori l’asino con cui erano giunti brucava tra gli sterpi. Eleazar vide la giovane donna che aveva da poco dato alla luce il bambino, aveva un volto radioso come quello di ogni nuova madre. Il padre era rintanato nel suo mantello e guardava il bambino come se fosse una cosa troppo grande per lui. Ma fece cenno ai pastori di avanzare. Yacoov osò prendere la parola: disse quello che aveva annunciato l’angelo, cioè che quello nella mangiatoia era il salvatore. La giovane madre, che aveva detto di chiamarsi Maria, sussultò. Poi rimase come assorta: evidentemente stava cercando di capire il significato di quella notizia.

Eleazar, Yacoov e suo fratello Gavriel, Hadas, Reouven e il giovane Zeev si inchinarono davanti al bambino, poi salutarono la coppia e se ne andarono considerando che tutto era davvero come aveva annunciato l’angelo. Si domandavano quale fosse la grandezza di quel bambino, quale il suo destino. Tornarono al pascolo, alle consuete occupazioni. Zeev alimentò il fuoco che si era quasi spento, lo riattizzò, poi si sdraiò su una pelle di pecora. Guardava quella stella lassù, quella con la coda.

 

adorazione-dei-pastori.-murillo_w480

BARTOLOMÉ ESTEBAN MURILLO, “ADORAZIONE DEI PASTORI”

Nessun commento: