sabato 11 agosto 2012

Il bicchiere di tè freddo

 

John Despeyroux guardò il bicchiere vuoto che aveva contenuto tè freddo: erano rimaste solo le goccioline di condensa causate dal contrasto tra il liquido ghiacciato e l’elevata temperatura esterna. La Louisiana si estendeva per miglia e miglia oltre quella veranda dove sedeva su una vecchia poltrona a dondolo consunta dagli anni e dagli elementi: dove finiva il giardino, svettavano enormi noci di pecan su cui si arrampicava il muschio spagnolo con i suoi fiori rossi e blu: più in là si intravedevano i campi di cotone; ancora oltre si estendevano le paludi dei bayous.

Il pomeriggio era un languido guanto di velluto che accarezzava la pelle con il suo tocco caldo. John prese la brocca per versarsi dell’altro tè freddo: riempì il bicchiere e ne prese una lunga sorsata. Guardò il liquido: ce n’era poco più di metà. “Questa è la sete” pensò, “questo sorso che ho bevuto, il prossimo sarà il sorso del piacere, quello che gusterò, poi verrà un terzo sorso e sarà quello della consapevolezza di questo piacere; infine l’ultimo sorso, quello che vuoterà il bicchiere, sarà già quello della nostalgia”.

“Così è anche per l’amore” continuò il suo ragionamento Despeyroux, “c’è una prima fase di acuto innamoramento, quando si mira a estinguere quella sete d’amore che ci brucia nel petto e ci si tuffa a corpo morto; poi viene il momento in cui senza quasi neanche accorgersi, si finisce nel gorgo della passione – quello è il secondo sorso, il piacere. Poi, ci si distacca appena, come per osservare le cose da un punto di vista esterno, e quello è il momento in cui si ha la consapevolezza dell’amore e del suo piacere. Infine, come in ogni avventura umana, avviene il distacco, l’ultimo tratto d’amore percorso insieme…”

Il bicchiere di tè freddo gli tremò per un istante tra le mani: il ricordo di Anne Marie era ormai impresso a vivo nella sua mente, l’amore perduto che gli doleva nel cuore come una spina. John vuotò il bicchiere d’un fiato, poi si alzò e si avviò verso i grandi noci a controllare i lavori nei campi di cotone asciugandosi una lacrima dagli occhi. Chi lo vide pensò che si stesse semplicemente detergendo una goccia di sudore.

 

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FOTOGRAFIA © RECIPE

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