sabato 5 maggio 2012

Quella lettera

 

È ormai un’ora che il signor Xavier se ne sta lì a fumare sul letto con lo sguardo perso nel vuoto. Da quando è arrivata quella lettera. Il postino ha suonato e me l’ha consegnata insieme all’altra corrispondenza. “Ciao, Bart, come va? Il signor Xavier tutto a posto? E tua moglie, le è passata l’influenza?” le solite cose che si dicono i servitori… A saperlo che gli avrebbe fatto questo effetto. Ho provato a schiarirmi la gola tre o quattro volte, sempre più rumorosamente, ma è come se io non ci fossi,  è passata anche Mary, in corridoio, con una pila di lenzuola, ma niente.

- Bart…

- Dica, signor Xavier

- Guarda questa lettera: che data c’è scritta?

- Il 9 dicembre 1980… Ossignore, ma è di oltre trent’anni fa.

- No, è di oggi. Guarda il timbro postale, guarda il francobollo.

- Sì, è stata spedita da qui, da New York.

- È di mio fratello, che è morto nel 2001. Non so spiegarmi questa cosa. Ricordo perfettamente questa lettera: me la mandò per dirmi che era nata mia nipote Eleonore. E ricordo anche che andò distrutta nell’incendio della cantina qualche anno fa. Eppure, eccola qua.

- Ma come ha fatto a rispuntare fuori? Può essere una copia, signor Xavier? Uno scherzo? Oppure c’è qualcuno che le vuole male?

- No, Bart. Non so come tutto ciò sia possibile, non so come mai oggi il tempo si sia arrotolato su se stesso.

- Ma cosa dice, signore? Siamo nel 2012, i Giants hanno appena vinto il campionato, ho appena finito di leggere l’articolo sul New York Times. Guardi, è là sulla sedia. No… non c’è più. C’è un altro giornale con John Lennon in copertina.

- Guarda fuori, Bart. Spalanca le tende e guarda fuori…

- No, ma quelle… quelle… non è possibile! Quelle sono… le Torri Gemelle!

 

JACK VETTRIANO, “HEARTBREAK HOTEL”

Nessun commento: