sabato 11 febbraio 2012

L’aria imbronciata

 

Il poeta ha quell'aria imbronciata, ma forse è soltanto una posa studiata per le fotografie che finiranno sulle riviste specializzate - si chiede che cosa ne penseranno quei lettori di nicchia di quel suo atteggiamento di chi ha preso la vita di petto, l'ha messa sulle ginocchia e l'ha trovata noiosa (talvolta si atteggia anche dentro di sé, pensa davvero di essere Rimbaud). 

In realtà il poeta ama follemente la vita e certe sue tipiche manifestazioni: adora i papaveri, ad esempio, scoprire il loro rosso sulle strade di campagna oppure in mezzo alle traversine dei treni o ancora sugli spartitraffico dell'autostrada: c'è un tratto in Toscana sulla A1 che lo fa letteralmente impazzire.

Che dire poi della malinconia che lo afferra alla gola certi giorni di novembre quando la pioggia batte sui tetti e si porta via le ultime foglie dai rami rigando i vetri delle finestre? Gli pare quasi di toccarlo quel doloroso piacere, ha la sensazione che se allungasse una mano ne potrebbe afferrare un lembo. E il cielo che si riempie di nuvole a primavera, magari in uno dei quei giorni di aprile dolci e sonnolenti, lo riempie di un gioioso languore. E l'estasi che ha provato davanti a certi monumenti, poi! Mont Saint-Michel, le pietre di Stonehenge, il Cenacolo di Leonardo. Da sindrome di Stendhal... E camminare tra la folla a New York sulla Fifth Avenue, perdersi nei vicoli di Trastevere, inseguire un ricordo lungo la Rive Gauche, girare per ore senza meta a Milano...

Niente da fare: nelle fotografie viene così da sempre. Ha un bel dire che è una posa. Già da piccolo, la foto della prima comunione ne è testimone, lo scatto lo ha sorpreso così. E dire che nello specchio non si è mai visto quell'espressione. Eppure eccola lì: il primo giorno di scuola con il fiocco blu e il grembiulino, con la divisa da militare durante la naja, con l'abito da cerimonia, con il frac, con il tweed di adesso mentre guarda dalle pagine di Nuova Poesia  Italiana. Non sembra neanche lui... Si riconosce dal sigaro sospeso tra l'indice e il medio, un vezzo che gli appartiene da sempre, perché quell'aria imbronciata, e quando mai l'ha avuta?

 

FOTOGRAFIA © MENSOLERIE

3 commenti:

Vania ha detto...

...uno splendido spaccato.:)
ciaooo Vania

rosalba ha detto...

ma riesci a riempire tutti questi blog ma sei un genio ciao mi piace seguirti

DR ha detto...

Grazie, rosalba... In effetti sono solo due i blog che aggiorno quotidianamente, questo il sabato, gli altri quando capita.