sabato 10 dicembre 2011

Pane e zucchero

 

Ha visitato Montecarlo, ha percorso le strade che aveva visto piene di bolidi alla televisione nei gran premi di Formula 1 – non che fosse una appassionata – le piaceva solo quel circuito, il suo fascino nobile e mondano. Ha calpestato le vie che il principe Alberto e la triste principessa Charlene hanno attraversato tra due ali di folla il giorno del loro matrimonio – anche allora era davanti al piccolo schermo, in un hotel di Taormina, mentre fuori il sole del sud arroventava le spiagge e ingrassava i fichidindia.

È entrata anche al casinò, ha giocato una mezz'ora alla roulette ascoltando la voce del croupier scandire i numeri e il colore, il pari e il dispari. Ha preso il sole in bikini su uno dei più lussuosi yacht ormeggiati nel porto, ha pasteggiato a champagne e ostriche. Ha preso alloggio all’Hôtel de ***, usufruendo del suo servizio d’eccezione. Ha fatto acquisti nei negozi più alla moda: Louis Vuitton, Valentino, Bulgari, Chanel, Piaget…

Avrebbe dovuto sentirsi come in una favola – quella ormai era la sua vita di star, svincolata dal bisogno, immersa nel lusso, nelle comodità. Invece non ha sentito niente, non ha provato niente se non l’eccitazione effimera dell’acquisto, la fugace impressione di un momento, il fascino di una veduta subito rimosso. Ha trovato umide le lenzuola, salata l’acqua di marca, ruvido l’asciugamani, fastidioso il sole, secca l’aria.

Poi, stamattina, si è seduta a bere un caffè, ha preso Nice-Matin che giaceva sulla sedia e ha visto lui, il compagno d’infanzia con cui aveva trascorso anni indimenticabili, l’adolescente con il quale aveva esplorato i rudimenti del sesso, il ragazzo che aveva abbandonato partendo per le passerelle di mezzo mondo. È li nella fotografia in prima pagina, con la sua faccia da schiaffi e la barba di due giorni, in manette tra due uomini della Gendarmerie con la testa bassa e i pantaloni tutti spiegazzati. “Arrestato ladro di gioielli italiano” dice il titolo.

“Eravamo nella stessa città e neanche lo sapevo” è il suo primo pensiero. Ma poi qualcosa si muove, una vera emozione, un sentimento riaffiora in lei, calde lacrime scendono sulle guance, cominciano a colorarsi del nero del trucco. E, come per incanto, dopo anni trascorsi a tartine di caviale e aragoste, la memoria le riporta distinto il sapore della merenda che facevano da bambini, pane e zucchero.

 

JACK VETTRIANO, “MORNING NEWS”

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