sabato 9 luglio 2011

Una donna sola

 

Davanti alla sua casa vigila un pino atlantico come una sentinella nella sua uniforme grigio-azzurra. Un'acacia dal muro di cinta allunga la sua chioma come una giraffa che tenda il collo per brucare teneri germogli. Bassi cespugli tozzi e corpulenti fanno corona al vialetto di cotto. La sua casa è bassa, si estende su un solo piano nell'erba ben rasata. Il camino sovrasta le tegole come uno spillo puntato su una bacheca di sughero e le imposte di legno laccato sono chiuse per la maggior parte del giorno: sembrano occhi, La porta è alla loro sinistra: se fosse in mezzo alle due finestre potrebbe essere il naso; così invece dà l'impressione di un dipinto di Picasso. Dietro la casa c'è solo il cielo: ogni sera vi si inscena lo spettacolo del tramonto.

Lei è una donna giovane e volitiva, ama vestire con abiti attillati che mettono in mostra le forme curate del suo corpo. Raccoglie sempre i capelli ramati sulla nuca fermandoli con uno spillone di cuoio. Quando la sera li scioglie davanti allo specchio, guardandoli scivolare sulle spalle nude ama paragonarli a onde. Si compiace del fatto che solo a se stessa consente di vedersi con i capelli sciolti, come un piccolo segreto. Preparandosi per la notte, guarda fuori: le luci del vialetto di accesso, che lascia accese fino all'alba, le danno sicurezza. Sta lì con la maglietta e i calzoncini e rimira i globi luminosi e i loro aloni. D'estate vi sfarfallano insetti e falene, d'inverno talvolta roteano i fiocchi di neve.

È rimasta sola, tradita da un amore sbagliato che aveva ritenuto quello giusto, quello per l'eternità. Si ingannava. La solitudine è il pegno che paga a quel suo giovanile errore. Con il passare del tempo si è abituata a quella solitudine, non lo avrebbe mai ritenuto possibile. Ne aveva orrore! La rifuggiva con numerose amicizie - troppe, si dice adesso, e troppo occasionali. Eccola lì sola, che guarda dalla finestra aperta il giardino illuminato nella calda notte estiva, i capelli sciolti sulle spalle e la maglietta degli U2. Alla tenue luce dei globi legge prima di andare a dormire. Legge i tormenti di un'altra donna, le sue inquietudini. Legge il Diario di Katherine Mansfield e confronta la sua vita con quella della scrittrice neozelandese. La comprende, la disapprova, si immedesima, partecipa.

La sua casa è illuminata a festa. Sopra il tetto splende la luna.

Salvador Dalì, “Donna alla finestra”

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