sabato 4 giugno 2011

Gli orizzonti perduti


Sulla tavola apparecchiata con una tovaglietta all’americana c’è una scodella con insalata, pomodori e pezzettini di feta greca. Angela mangia da sola, una volta di più, con il televisore acceso sulle solite facce che oramai non le danno neanche più il voltastomaco: se ne stanno lì con il volume al minimo a sproloquiare dell’ultimo delitto, a inseguire il particolare morboso con la scusa del diritto di cronaca. Sono pesci nell’acquario del 20 pollici a LED della cucina. Potrebbe spegnerlo, ma sarebbe lo stesso: continuerebbe comunque a porsi domande, a chiedersi perché anche stasera mangia da sola. Come ieri. Come l’altro ieri. E l’altro ieri ancora. Sembrano passati mesi dall’ultima uscita e non sarà neanche una settimana, quando si è trovata con qualche amica a bere Pink Mojito e a sbocconcellare le patatine e i tramezzini di un happy hour. Che poi forse per via dell’alcol comincia a parlare di cose che la fanno stare ancora più male, dell’hotel di Londra dove è stata tra Natale e Capodanno, del volo per Barcellona di due estati fa. Finisce sempre che torna a casa e si dà della stupida davanti allo specchio, considerando che troppo tempo è passato ormai da quella vacanza. E poi si scopre una ruga invisibile all’angolo di un occhio. E comincia a pensare a Mauro, all’ultimo uomo di cui è stata seriamente innamorata.

Angela beve un sorso di acqua minerale naturale direttamente dalla bottiglietta da mezzo litro, e guarda fuori: dalla finestra di questo appartamento al quinto piano, nelle giornate di vento, si possono vedere anche le Alpi, là, a nord. Oggi no, oggi la cappa di smog copre Milano di grigio, all’orizzonte solo palazzi e i grattacieli di Porta Garibaldi avvolti da una nebbiolina appiccicosa. Malinconia si aggiunge a malinconia adesso che guarda i gerani sul davanzale e pensa che avrebbero bisogno di essere annaffiati, per rifiorire. Un po’ come lei... Ma di quale miracoloso fertilizzante necessita? Possibile che tutto il mondo giri sul perno dell’amore? E lei niente, lei schiava di questo presente che non ha sbocchi mentre il tempo passa inesorabile e non aspetta più. Lei finita nel tritarifiuti delle occasioni perdute. “Nuove possibilità per conoscersi e gli orizzonti perduti non ritornano mai” si sorprende a canticchiare Battiato sorridendo quando stona “La stagione dell’amore torneràààà”. Meno male che c’è la musica a tirarla su, pensa spegnendo il televisore sulla faccia abbronzata di Carlo Conti impegnato a prendere in giro bonariamente una concorrente che avrà sì e no vent’anni e un ragazzo al seguito che la riempie di coccole. Accende l’iPod collocato nel suo dock bianco sul mobile svedese e parte subito un brano di Enrico Ruggeri: “Le ragazze di quarant’anni amanti dell’amore che hanno conosciuto tempo fa ne conservano il sapore, vogliono cambiare e la paura di sbagliare le allontana dall’immensità...”. È la mia vita, pensa, sono i miei giorni, sono tutti gli errori che ho compiuto e che ho pagato, dal primo all’ultimo. Sono tutte le lettere che non ho mai spedito, sono le telefonate che non ho fatto. E sono tutte le volte che ho detto la parola sbagliata, che non ho fatto quello che ci si attendeva da me. “Prendi al volo questi mutamenti dentro te, segui ancora il corso degli eventi perché c’è così bisogno d’amore...”

La lacrima che scende calda raggiunge il labbro, ne sente il sapore salato. Con una mano se la asciuga, le sembra di vedersi come se fosse in un film, rannicchiata sul divano con i pantaloni da jogging e il cardigan di cotone che le piace tanto. Un po’ come Jennifer Aniston, perché no? In tanti le hanno detto che un po’ le somiglia, e sono anche coetanee. Prende il telefono, compone un numero che da tanto non chiama. “Pronto, Mauro? Sono Angela... Sì, è passato un bel po’ di tempo. Niente, volevo solo sapere come stavi...”


Lehrer

AVI LEHRER, “DONNA CON TAZZA DI TÈ”


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