sabato 10 luglio 2010

Lo scenario


La finestra di questa stanza dove amo scrivere mostra una casa bassa, a un solo piano, immersa nel verde di pini, magnolie e palme. Dietro si stagliano alti pioppi su uno sfondo di cielo. Oggi è azzurro e piccole nuvole bianche galleggiano all'orizzonte. Amo dipingere questo scenario, sempre lo stesso, ma sempre diverso nel corso dei giorni e delle stagioni. L'acquerello ne cattura l'essenza, i colori d'autunno, la neve, il rifiorire di primavera, il rigoglio dell'estate. Ne coglie albe e tramonti e pomeriggi assolati e mattini dorati.

Adesso, per la combinazione della luce, nel vetro della finestra vedo riflesso il mio viso. Sono invecchiato. Non sono più il ragazzo che ero, se mi volto indietro capisco che il tempo è passato: credo di scorgere lei, che come un magnete mi attirava a sé con la sua dolcezza, e invece non è che un punto sempre più lontano sullo scorrere degli anni.

Eppure è solo ieri che rimanemmo a scandire le ore della notte attendendo che i fuochi d'artificio riempissero il cielo di fiori colorati, che le nostre bocche si unissero in un primo bacio. La sua presenza al mio fianco era nuova, il suo vestito a fiori tra le luci delle vetrine e i tavolini dei bar all'aperto era un orgoglio che mi riempiva il cuore, camminare al suo fianco, tenerla per mano, abbracciarla su una panchina. È solo ieri che ci giurammo amore scavalcando le transenne della spiaggia e la nostra gioventù. Solo ieri che ci dicemmo "Il futuro non conta, staremo insieme".

Ma il futuro, ahimè, contava: il tempo scivolò leggero sotto i ponti e lei veniva nei miei sogni a tentarmi con il suo ricordo: ripeteva discorsi, ne faceva di nuovi, si spogliava e sorrideva, lasciava che mi commuovessi, che mi svegliassi attonito per quel vetro spesso che rimaneva tra noi due, per quel silenzio che regnava nella stanza, per quel letto vuoto dove dormivo solo.

Una bava di vento scuote appena i pioppi, accarezza le foglie della magnolia che risplendono lucide al sole d'estate. Le finestre della casa di fronte riflettono il piccolo cortile lastricato, una tenda si muove nella brezza. Adesso lei come si comporterà, mi chiedo. Di lei che sarà stato? Chissà se ride e scherza, se ha trovato un nuovo compagno di vita, se dei figli hanno rallegrato la sua vita. Avrà assaporato mai quella felicità intensa che provammo in quei giorni? E io? Io continuo a praticare il mio gioco: come Gozzano, rimpiango la vita che poteva essere e non è...

Fotografia © DR

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