sabato 5 giugno 2010

Cerchi nell’acqua


Il tempo oggi è fermo nel cielo d’estate. Velato dalle nuvole, dalla cappa di umidità che sale dai laghi e si diffonde tutto intorno, il sole è un maggiolino infilzato da uno spillo. Non ho uno specchio nel quale riflettermi, potrei affacciarmi sulla sponda, piegarmi sull'acqua verde del fiume. Non ce n'è bisogno. So benissimo che la smorfia stampata sulla mia faccia è un sorriso amaro.

Tu invece chissà dove sarai. Chissà che cosa farai adesso, in questo preciso momento in cui vedo le libellule sorvolare i giunchi e l'idra galleggiare sulle sue esili zampette sul pelo dell'acqua. Nel velo lieve del vestito, quelli con il disegno a fiori provenzali, vedrai dalla finestra muri anneriti dallo smog e il cielo cupo della metropoli addossato alle ciminiere di vecchi opifici, proteso come una piovra sulle guglie della cattedrale, sui marmi dei palazzi.

Il fatto è che tu non mi puoi ascoltare, dovunque tu sia. E io non ho altre parole da donarti. Abbiamo consumato tutti i nostri discorsi, li abbiamo dati alla luna, alle sere che si sono sciolte veloci come il ghiaccio nei nostri bicchieri. Li abbiamo ardentemente costruiti e abbandonati al loro destino. Messaggi in bottiglia navigano via nel mare dell'oblio, barchette di carta affondano nell'indifferenza.

Il tempo è passato. Sembrava immobile o almeno lenta la sabbia nella clessidra. Sembrava scorrere placido come questo fiume. Sembrava che fossimo noi a scorrere e che le nostre vite fossero svincolate dalla sua catena. Ci ingannavamo: lo so adesso che ragiono sull'amore come si studia un problema di scacchi. Allora tutto sembrava facile e naturale.

Sono deluso adesso, sono caduto nel cono d'ombra di un'illusione. Faccio rimbalzare sassi piatti sullo specchio dell'acqua. Disegnano cerchi che spezzano il tuo ricordo. E so dove sei tu ora e so cosa fai: lui ti sospinge con dolcezza, ti abbraccia. E tu, felice e innamorata, ti abbandoni, ti appoggi al tavolo della cucina. Dalla finestra aperta puoi scorgere le colline lontane, appena velate: dove la foschia si fa un poco più intensa e sembra serpeggiare, là scorre il fiume, là sono io...



Fotografia da Pinterest

1 commento:

concetta t. ha detto...

bello e dolce ...come sempre...