sabato 22 maggio 2010

Il filo


La luce gialla di un lampione tinge il lungomare. Un vento caldo soffia da Levante e sembra condurre fino a qui quella mezza luna che galleggia nel cielo come un palloncino sgonfio. Sa di sale e sabbia quel vento, sa della notte che scende e che ci ritrova seduti al bordo della piazza, dove l’ultimo caffè fissa i suoi confini e ruba metri alla spiaggia. Non ombrelloni, ma un verde pergolato ci difende dal buio, o ci nega la vista delle stelle. Pendono come lanterne le lampadine, le candele alla citronella fumano tra i tavoli.

Chi ci vedesse da fuori, chi gettasse uno sguardo distratto oltre la siepe che ci separa dalla strada vedrebbe una coppia felice seduta davanti a due frappè: noterebbe di sfuggita il liquido chiaro nei bicchieri appannati, la cannuccia a righe, l’ombrellino di carta sapientemente appoggiato sul bordo. E invece siamo due anime in pena sorprese nel momento in cui cercano il filo che li lega, quel filo che si è smarrito tra presente e passato, che si è allentato o meglio ancora si è spezzato quando la lontananza l’ha teso un po’ di più.

Così a noi che siamo dentro il bar, che sediamo a quel tavolino e siamo gli interpreti di questo film che è l’amore, che è la vita, alla fine ci manifestiamo come siamo davvero: due che si sono conosciuti, che si sono amati, che si sono allontanati e ora non sono che due estranei. Quel filo lo abbiamo ritrovato questa notte: i due capi erano ormai incompatibili, erano al pari di una spina e di una presa che non possono funzionare, e, come avvocati ad un processo, abbiamo preso atto.

Grandi cirri avanzano dal mare, oscurano la luna, e anche su di noi sembra calato il buio: restiamo muti, senza più dire una parola. I frappè sono finiti, il cameriere ha portato via i bicchieri, ho pagato il conto. Siamo perduti.

Il taxi che si accosta e poi ti porta via nella notte mi trova ormai quasi felice. Il mio saluto rimane nell’aria come un bianco fiore di magnolia. Abbasso la mano, la infilo in tasca e mi incammino nella direzione opposta. Il vento continua a soffiare forte sulle palme.


Fotografia © Wooddy Travel & Tour

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