sabato 13 febbraio 2010

Il gioco del ricordo

 
Chi scrisse che anche l'Olimpo è deserto senza amore? Kleist, mi pare. Be’, aveva ragione. Leggi certe frasi e le trovi belle, interessanti, però non sai se sono vere. Ora che lei se ne è andata, posso testimoniare che la frase di Kleist è vera.

Nella grande sala che fu teatro del nostro amore c’è il vuoto: non c'è più il caminetto caldo per passare ore insieme davanti al fuoco a leggere o a parlare, non c’è più il pianoforte, non ci sono più la colonna di marmo che lei amava tanto, i dipinti dell'Ottocento, le stampe. Non ci sono più, anche se sono ancora lì: sono ombre prive di senso, vuote. E il vuoto è in me.

Mi sembra di vederla ancora lì con il vestito bianco che prediligeva, seduta a tentare la tastiera del pianoforte, suonare i Lieder tedeschi o il “Sogno d'amore” di Liszt. La vedo accomodare i fiori nel grande vaso di cristallo, è lì con le forbici a recidere i gambi troppo lunghi; sono rose, rose che le ho regalato io. E come brillano i suoi orecchini, ora anche il camino è acceso, in uno scintillio di faville riverbera sulle pareti, sulle tele. Ed ecco che balliamo, suonano i violini; fuori il vento impazza, sibila tra le persiane, ma qui dentro è una festa di colori: c’è lei. Si danzi, si balli: c’è lei. Si libi, si brindi: c'è lei!

Tutto è svanito, tutto è spento: il gioco del ricordo è finito senza lasciare cenere. La stanza è ritornata come prima: scialba, buia, anche il pianoforte sembra più piccolo, polveroso. Solo la malinconia e la tristezza pungono di più.

 

piano_room_2005

IMMAGINE © PAINTING AND FRAME

4 commenti:

Buba ha detto...

non so se mi emozionano di più le tue poeie o i tuoi racconti.... è una scelta difficile.... in questo caso, mentre leggevo sentivo freddo, con addosso la stessa identica sensazione di vuoto di quando lessi "La solitudine dei numeri primi" di Giordano Paolo....

DR ha detto...

Freddo... è quello che rimane alla fine del racconto. Per fortuna fuori oggi è quasi primavera, per la prima volta quest'anno...

nidia ha detto...

Molto bella, se la sofferenza e la nostalgia sono la molla per comporre tali scritti delicati ed intensi, beh, scusa, ma ben vengano.......... era solo un modo per farti un altro complimento

DR ha detto...

Grazie, nidia... In realtà non è un racconto autobiografico, ma è stato originato, pensa un po', da un video musicale...