sabato 9 gennaio 2010

La pallottola


Honey Grove, Texas, 10 giugno 1893


Il vento caldo che soffiava dal deserto spingeva nugoli di polvere nell’arida prateria, gli sterpi rotolavano in grandi masse simili a rotoli di filo spinato. Jonathan McAuliffe, seduto sulla vecchia poltrona a dondolo, le gambe distese in tutta la loro lunghezza, si guardava gli speroni a forma di stella senza vederli: i suoi pensieri vagavano altrove, sperduti come le nuvole bianche che si andavano radunando sui saguari e sulle loro lunghe ombre. Jonathan aveva appena abbandonato Abigail, la donna che era stata la sua fidanzata per cinque lunghi anni. L’aveva lasciata così, senza dire troppo, e lei se l’era presa davvero tanto: gli aveva tirato anche un vaso di gerani.

Un rumore improvviso lo destò dalle sue meditazioni: si voltò e vide un uomo ormai vicino, a pochi passi dalla sua veranda, Timothy Gibbs, il fratello minore di Abigail. Era, come sempre, fuori di testa, e come sempre aveva la sua amata pistola. Solo che questa volta la puntava dritta al cuore di Jonathan. “Che c’è, Tim?” gli disse, un po’ per prendere tempo, un po’ per vedere di farlo ragionare. Per tutta risposta il ragazzo gli urlò: “Maledetto bastardo” e sparò un colpo. Lui fu svelto a gettarsi di lato, la pallottola lo colpì di striscio alla fronte provocando una bruciatura e un rivolo di sangue rosso. Quando si rialzò, Tim non c’era più. Guardò il tronco del noce di pecan: la pallottola era lì dentro…

Qualche giorno dopo gli dissero che Timothy Gibbs si era sparato al cuore. Evidentemente il fratello di Abigail pensava di aver compiuto la sua vendetta.

Honey Grove, Texas, 12 settembre 1913

Jonathan McAuliffe era ancora una volta seduto in veranda, sulla sua poltrona a dondolo. Come sempre più spesso capitava, stava osservando il noce di pecan: quella pallottola che tanti anni prima lo aveva solo sfiorato risparmiandolo, era ormai divenuta un’ossessione. Abigail si era trasferita dopo il suicidio del fratello e di lei non aveva saputo più niente. Ogni volta che passava davanti alla sua casa diroccata lo prendeva come un granchio: non sapeva dire se fosse rimorso, certo era la consapevolezza di avere rovinato tre vite. E quella pallottola nel noce lo torturava: neppure a casa sua poteva trovare tranquillità. Si decise: prese un candelotto di dinamite che aveva sottratto alla cava e lo mise in una cavità del vecchio noce. Strano, aveva pensato più volte: una pallottola in corpo e continua a vivere e a fruttificare come niente fosse, un uomo invece…

Accese la miccia e si allontanò una decina di metri, dall’altra parte del candelotto. Guardava il fuoco consumarla e pregustava il botto che avrebbe sventrato l’albero. Pensava che da quel giorno la sua vita sarebbe finalmente cambiata. L’esplosione dilaniò il tronco. La pallottola tornò alla luce dopo vent’anni, e fece il suo dovere: colpì Jonathan McAuliffe alla testa, uccidendolo sul colpo.

9mmLugerBullet

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