venerdì 3 aprile 2009

La capanna


12 marzo


Come Robinson Crusoe, come Tom Hanks in "Cast away". Come i sopravvissuti del volo "Oceanic" di "Lost". Naufrago. Sono ormai due giorni che mi trovo in questa isola sperduta, da quando il catamarano si è inabissato nella tempesta. Non so dove mi trovi esattamente: nel Pacifico, nello sterminato maledetto Pacifico. L'ultimo contatto l'ho avuto con l'isola Ernest Legouvé, sei giorni fa. Per fortuna l'orologio funziona ancora, la radio l'ho persa con il catamarano. Ma mi cercheranno, lo so: avevo segnalato la mia posizione.


13 marzo

Non è più tempo di compiangersi: bisogna mettersi all'opera. Ho ispezionato l'isola, è deserta e piccola, ma vi sono frutti in abbondanza, palme e piante di manioca. Ho raccolto della paglia e della legna: servendomi della rafia e del coltellino svizzero posso costruire una capanna, trovare un riparo, un posto che possa chiamare casa, almeno per il momento. La posizionerò qui, non lontano dalla riva. E dovrò raccogliere l'acqua piovana con i gusci dei cocchi.


10 settembre

Ne è passato di tempo: sei mesi, e ogni giorno siedo qui fuori dalla mia capanna ad osservare l'oceano, a sperare che una nave o un aereo passino di qui. Alimento il fuoco sulla spiaggia, lo tengo vivo notte e giorno. Ma nessuno è mai passato. Mi avventuro nel mare per pescare e poi finisce che cuocio i pagelli sul falò. Sono stanco di pesce, vorrei cacciare qualcosa. Non so che cosa darei per una bella bistecca di manzo. Ma qui vedo solo degli uccelli simili a fagiani e piccoli roditori.


15 ottobre

Un disastro. Una tragedia. Mentre ero sulle alture per procurarmi del cibo, s'è alzato un forte vento dall'oceano: le fiamme hanno raggiunto la capanna e l'hanno completamente distrutta. Come farò adesso? Il fumo si alza da tutto quello che possedevo: solo i vestiti che ho indosso e il diario su cui vergo queste poche parole mi sono rimasti. Non c'è altro da dire: sono disperato, disperato come chi ha ritrovato una parvenza di normalità e viene ributtato indietro nel suo incubo. Non ho neppure più la voglia né le forze di costruirmi un'altra capanna.


16 ottobre

Salvo! Sono salvo! Scrivo a bordo della portacontainer neozelandese "Rotorua". È incredibile: quando ormai mi sentivo perduto e guardavo la capanna ridotta in cenere, un tender è giunto sull'isola. I marinai mi hanno detto di essere stati attirati qui dal fumo che si levava alto: il comandante della nave ha avuto come un presentimento, ha voluto controllare, dirottando solo poche miglia dal percorso fissato. Da quella che credevo fosse la fine è giunta invece la salvezza...


Rick Novak, "Cast away island"

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